“A letto con l’Evoluzione” (2012): si muove in ambito bio – antropologico e parte dalla constatazione quotidiana di come la Sessualità venga trattata da tutti noi in maniera fortemente inadeguata e sia oggetto di luoghi comuni, convinzioni irrealistiche, moralismo, ironia impropria, oppure trattato con atteggiamenti allusivi e “omertosi”.

Perché?
Tagliamo subito via tutte le spiegazioni banalizzanti legate alla cultura borghese, al Puritanesimo, alla Chiesa o, andando indietro, alla gestione del Potere nel Neolitico e nell’Età del Ferro o prima ancora alle leggi ferree della alla cultura tribale, ecc.
Il problema si ritrova sempre e mostra di avere radici molto, molto profonde.
La Vita, a partire dalla prima cellula (o altra forma equivalente che non conosciamo) è nata, anzi è lo sforzo di tenere assieme una dimensione centripeta e una centrifuga dell’essere in formazione, dovendo contemporaneamente preservare l’identità dell’individuo e la sua interazione con l’ambiente).
Compito pressoché impossibile, giustamente considerato di qualità “divina”.
Tali due forze infatti (centrifuga e centripeta) hanno sempre creato forme di vita centrate prevalentemente sull’uno o sull’altro obiettivo, con tendenza a divergere, cioè a diventare esclusive, mettendo a repentaglio la Vita stessa.
Le specie che si sono via via presentate alla Vita, erano e sono come legni che galleggiano in un fiume e si arenano o sulla riva destra o sulla riva sinistra, per essere sopravanzati da altri legni che riescono a restare più a lungo al centro della corrente e quindi ad andare più avanti. Deviazioni troppo marcate hanno portato all’estinzione delle specie più “sbilanciate” (la maggior parte) e all’affermazione di specie più “centrate” (cioè capaci di mediazioni più creative tra “Dentro” e “Fuori”), che non erano affatto primariamente concepite per essere quelle più adatte all’ambiente, anzi.
La forza delle specie sopravvissute (una minoranza) è legata alla capacità di costruire una qualche forma di collaborazione tra Dentro e Fuori. E’ molto probabile che la Sessualità entri in questo processo, perché provoca un’attrazione reciproca tra forme diverse e divergenti, tendenti in certo senso a riprodurre il modello di un uovo (grande, fermo, “passivo”) e di spermatozoi primordiali (numerosi, mobilissimi, attivi), ambedue sterili.
L’attrazione reciproca è vista come la modalità escogitata della Natura per integrare in qualche modo le divergenze, cercando dei compromessi. Sforzo riuscito sempre in maniera parziale e imperfetta.
Ciò giustificherebbe l’aforisma “l’Uomo, con la sua sessualità, è la foglia di fico che la Natura mette sulla sua vergogna”. Un “cache misère“, come dicono i francesi, per mascherare un difetto, quello delle insufficiente integrazione tra Dentro e Fuori e la relativa voragine sottostante.
La necessità di colmare tale voragine è la vera molla dell’Evoluzione, che aveva e ha il compito di correggere e contenere continuamente le deviazioni della maggior parte delle forme di vita (ormai estinte da milioni o miliardi di anni) rispetto a un asse centrale basato sull’equidistanza, difficile da mantenere.
Partendo da tali premesse paleo-biologiche (ovviamente e inevitabilmente ipotetiche e indimostrabili, peraltro come tutte le altre teorie che si leggono al riguardo) il libro prosegue nell’esplorazione dell’Umano (iniziata ne “L’agnello e la scure“) e osserva “a volo d’uccello” alcune delle implicazioni di questo problema irrisolto. Per esempio in ambito preistorico (come le migrazioni dei Sapiens dall’Africa, l’esplosione del Neolitico, fino alla formazione degli stati moderni e alla dialettica “Destra/Sinistra” che viene vista come l’ennesima riedizione del paradigma “Dentro/Fuori”.
Il libro si chiude tornando alla nostra gestione inadeguata ed impropria della Sessualità, che era il punto di partenza della riflessione.